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  1. Pubblicazioni

PLIO-PLEISTOCENE STRATIGRAPHY AND RELATIONS BETWEEN MARINE AND NON-MARINE SUCCESSIONS IN THE MIDDLE VALLEY OF THE TIBER RIVER (LATIUM, UMBRIA)

Articolo
Data di Pubblicazione:
2003
Abstract:
La media valle del Fiume Tevere (MVT) tra Orvieto e Fiano rappresenta un'area ideale per lo studio delle correlazioni tra depositi marini e continentali Plio-Pleistocenici. Infatti essa corrisponde al "Bacino del Paglia-Tevere", a prevalente sedimentazione marina, parzialmente contiguo ad Est ai bacini intrappenninici di Rieti e Tiberino e al bacino romano a Sud. Viene intodotto un nuovo schema stratigrafico, che aggiorna il precedente di Ambrosetti et al. (1987) e pone in evidenza la presenza di cicli sedimentari di III e IV ordine controllati dall'evoluzione tettonico-regionale tramite fasi di subsidenza e di sollevamento. La correlabilità tra bacini si basa su: 1) dati stratigrafico- fisici ottenuti mediante rilevamenti litostratigrafici e analisi di facies; 2) biostratigrafia a foraminiferi; 3) biocronologia a mammiferi e molluschi continentali; 4) magnetostratigrafia delle successioni marine e datazioni Ar/Ar e K/Ar di unità vulcaniche; 5) nuovi dati stratigrafico- isotopici ottenuti mediante misure del rapporto 87Sr/86Sr su gusci di molluschi e idrozoi. La fase di subsidenza è caratterizzata da due cicli sedimentari marino-continentali di III ordine. Il primo ciclo (tardo Zancleano- Gelasiano iniziale) è composto dai depositi terrigeni marini delle "unità di Fabro", "formazione di Tenaglie-Fosso San Martino" e "unità di Città della Pieve", cui localmente si intercalano sedimenti fluvio-lacustri. Il secondo ciclo (tardo Gelasiano-Santerniano) è caratterizzato dalla eteropia tra i depositi marini di piattaforma e transizionali della "formazione del Chiani-Tevere" e i depositi fluviali della "formazione di Santa Maria di Ciciliano" e della "formazione di Poggio Mirteto". In particolare all'interno della formazione marina, sono stati riconosciuti tre grandi episodi progradazionali intercalati a fasi trasgressive ed evidenziati dai sedimenti ghiaiosi deltizi dei "membri di Civitella San Paolo", "Torrita Tiberina", "Vasanello". Il primo episodio progradazionale ricade al passaggio Gelasiano-Santerniano, mentre i successivi sono di età Santerniana. La fase regionale di sollevamento (Emiliano-Olocene) è caratterizzata dai depositi misti carbonatico-terrigeni della "unità di Giove" (Pleistocene Inferiore pp.), da vulcaniti, e dai depositi terrazzati fluviali ghiaioso-sabbiosi delle "unità di Civita Castellana" (Pleistocene Inferiore pp.-Pleistocene Medio pp.), "Graffignano" (Pleistocene Medio), "Rio Fratta" (tardo Pleistocene Medio) e "Sipicciano"(Pleistocene Superiore). Sulla base dei dati di terreno (biocronologia, rapporti con unità vulcaniche) e di interpretazioni paleogeografiche si ipotizzano correlazioni tra le unità continentali della MVT e le unità marino-transizionali dell'area romana, per il tardo Pleistocene Inferiore e l'inizio del Pleistocene Medio.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Late Pliocene; Early Pleistocene; Latium; Umbria; stratigraphy; paleogeography; Sr isotope stratigraphy
Elenco autori:
Mancini, Marco
Autori di Ateneo:
MANCINI MARCO
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/264080
Pubblicato in:
IL QUATERNARIO (TESTO STAMP.)
Journal
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