Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
Le Aree Naturali Protette sia Marine che Terrestri "proteggono" le coste italiane per oltre 700 chilometri, ma nonostante ciò, in molti casi, è stato necessario eseguire interventi di ingegneria ambientale e/o naturalistica; le cause di ciò sono da ricercare nel ridotto trasporto solido fluviale, causato da comportamenti antropici non in linea con l'evoluzione naturale, anche a centinaia di chilometri di distanza dalle foci. Il presente studio ha messo in evidenza la necessità di ampliare i confini delle Aree Naturali Protette, che comprendono zone costiere, verso il mare e fare altrettanto per le Aree Marine Protette, verso l'entroterra. Inoltre è stato eseguito anche uno studio sulla vigente normativa in tema ambientale. Nei dieci anni trascorsi dalla Legge Costituzionale 3/2011, numerose incertezze e questioni interpretative sono emerse con riferimento al riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia ambientale. Una di queste riguarda il rapporto e il coordinamento tra diversi strumenti di pianificazione territoriale, in particolare, il rapporto tra il Piano paesistico, previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, e il Piano del parco, previsto dalla Legge quadro sulle aree protette. L'analisi della recente giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia consente di chiarire quali sono i principi posti alla base della"gerarchia" tra gli strumenti di pianificazione adottati ai diversi livelli territoriali.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Elenco autori:
Iannuzzi, Ferdinando; Rossi, Valentina; Patrizio, Salvatore
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