Relazione tra la densità di popolazione di Halyomorpha halys (Stål), la fenologia di tre cultivar di nocciolo (Corylus avellana L.) ed il danno da cimice
Abstract
Data di Pubblicazione:
2023
Abstract:
Halyomorpha halys (Stål) (Hemiptera: Pentatomidae) è una specie invasiva accidentalmente introdotta nel NordItalia nel 2012, ormai presente in tutta la penisola. La specie rappresenta una seria minaccia per la produzione di
nocciole, in particolare in Campania dove si realizza il 22,4% della produzione nazionale. Le favorevoli condizioni
pedo-climatiche del territorio campano permettono la coltivazione di un ampio assortimento varietale che si
differenzia per qualità e precocità. Queste condizioni, però, favoriscono anche la presenza di fitofagi; infatti, i
danni causati da H. halys si sommano a quelli già noti delle cimici nocciolaie. Il danno causato dall'attività trofica
della cimice varia a seconda della fase di sviluppo del frutto in cui avviene la puntura di alimentazione. Studi
precedenti dimostrano che se l'attività trofica avviene durante l'espansione del guscio e dell'embrione, la crescita
del seme si arresta, provocando "aborto traumatico" spesso seguito da cascola precoce. Se la puntura avviene
durante la fase di espansione del seme, questo può divenire "raggrinzito" o "cimiciato". Il "cimiciato" può
svilupparsi anche durante la fase di maturazione del seme ed è caratterizzato da deformazioni e tessuto
necrotico/suberificato. Oltre al danno estetico, la nocciola "cimiciata" risulta sgradevole al gusto e non
commerciabile. Nel presente lavoro è stata analizzata la relazione tra la densità di popolazione di H. halys, la
fenologia del frutto di tre cultivar di nocciolo e il danno da cimice. La prova è stata condotta nel 2022 in un frutteto
di Teano (CE). Parallelamente al monitoraggio di H. halys, tramite trappole a feromoni, è stato effettuato lo studio
dello sviluppo dei frutti delle cultivar San Giovanni, Tonda Romana (coltivate sia in assenza di insetticidi sia in lotta
integrata) e Mortarella (lotta integrata). Inoltre, per valutare la risposta delle nocciole alla puntura nelle diverse
fasi di sviluppo, sulle varietà coltivate senza insetticidi sono stati effettuati inoculi di H. halys all'interno di isolatori
in campo. Il danno da "cimiciato" registrato sulle cultivar non trattate si attesta sul 401% per la San Giovanni e sul
1623% per la Tonda Romana. L'applicazione dei pesticidi, oltre a ridurre le percentuali di "cimiciato", elimina anche
le differenze di danno tra le cultivar. La relazione tra l'andamento della popolazione di H. halys e la fenologia dei
frutti ha evidenziato che il danno da "cimiciato" è significativamente più alto nella San Giovanni in assenza di
trattamenti insetticidi. Questo perché nel periodo di maggiore presenza della cimice, la San Giovanni, cultivar più
precoce, era in fase di accrescimento del seme. Nello stesso periodo, sulla più tardiva (Tonda Romana), in fase di
accrescimento del guscio e presenza dell'embrione, il danno è stato inferiore. Infine, le prove con gli isolatori
hanno confermato che, anche in queste cultivar, l'attività trofica delle cimici avvenuta in uno stadio precoce del
frutto causa alte percentuali di aborto traumatico e cascola. I risultati ottenuti da questo studio indicano che
integrando il monitoraggio del fitofago con l'analisi fenologica è possibile ottimizzare l'efficienza dei trattamenti
con insetticidi e che, in assenza di trattamenti, H. halys può determinare alti livelli di danno sul nocciolo.
Tipologia CRIS:
04.02 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
Campania; cimice asiatica; danno; frutta secca; specie invasiva
Elenco autori:
Giaccone, Matteo
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