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  1. Pubblicazioni

Uso idrogeologico di forme carsiche nei centri messapici di Egnazia e Cavallino

Articolo
Data di Pubblicazione:
2004
Abstract:
Nella Puglia murgiana e salentina, la prevalenza di rocce calcaree particolarmente sensibili alle azioni chimiche e fisiche delle acque, determina paesaggi analoghi a quelli istriani e sloveni del Carso e, perciò, correntemente qualificati come "carsici". Qui, nel primo millennio a. C., civiltà indigene convissero e rivaleggiarono con città della Magna Grecia per poi essere, infine, conquistate da Roma. Altre civiltà si svilupparono su territori carsici, fra cui quella greca, che li preferì anche per la scelta degli insediamenti coloniali e, probabilmente, per la stessa antica Taras. L'incidenza del carsismo sui processi di urbanizzazione dell'Antica Grecia è tenuta nella dovuta considerazione, mentre sulle civiltà apule, specie quella messapica, essa attende un'adeguata trattazione. I messapi furono artefici del passaggio da un sistema insediativo di villaggi rurali ad un altro più evoluto, di centri fortificati, durante un intervallo di tempo fondamentale nell'evoluzione dagli usi diretti e spontanei delle risorse idriche superficiali, propri della preistoria e della protostoria, alla costruzione delle imponenti opere acquedottistiche delle Grandi Civiltà. In tale periodo si consolidarono i metodi di raccolta e conservazione delle acque piovane e vennero messe a punto le tecniche di scavo dei pozzi per la captazione ed attingimento delle acque sotterranee. Ed è proprio nella terra dei Messapi, ed in particolare presso l'insediamento di Rocavecchia, che si ha notizia di uno dei pozzi più antichi di tutto il Mediterraneo, la cui realizzazione precede almeno di ben cinque secoli quella dei primi pozzi dell'urbe romana. Elementi chiave per la definizione della geografia degli insediamenti del primo millennio a. C., furono la disponibilità e accessibilità alle risorse idriche, essendo la Puglia centro meridionale una regione tendenzialmente soggetta all'inaridimento dei suoli a causa delle condizioni geologiche e climatiche che determinano alte percentuali, rispettivamente, di infiltrazione di acqua nel sottosuolo e di evaporazione. L'argomento richiede sia la sintesi delle molteplici relazioni tra le componenti antropiche e naturali, che l'analisi di indicatori delle relazioni tra ambiente ed attività umane, come l'uso delle forme del paesaggio. Un uso inteso in senso idrologico, ossia relativo agli adattamenti delle forme carsiche ai fini della regimazione delle acque superficiali e dell'approvvigionamento idrico delle comunità. L'uomo che interviene quindi scientemente sui paesaggi per modificare a proprio vantaggio le relazioni tra la roccia e l'acqua. Relazioni già mutevoli nello spazio e nel tempo e che richiesero spesso continue verifiche ed adattamenti, come nei centri messapici di Egnazia e Cavallino. La piana costiera di Egnazia e la depressione prospiciente l'insediamento di Cavallino (la Cupina), devono aver costituito nella preistoria luoghi idonei allo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia, in virtù delle rispettive condizioni geologiche ed ambientali. In questi territori si riscontrano, infatti, condizioni favorevoli per la conservazione dell'umidità dei suoli. Le caratteristiche idrologiche di alcune forme carsiche superficiali, ad esempio microsolchi tributari di vaschette di corrosione, potrebbero aver suggerito un loro uso per primordiali raccolte di acque piovane. In altre parole, le prime cisterne potrebbero essere state realizzate approfondendo e ampliando vaschette e pozzetti carsici probabilmente già prima dell'avvento della civiltà messapica. La necessità di disporre di riserve d'acqua poteva essere in relazioni sia con accresciute esigenze delle comunità che con sfavorevoli condizioni climatiche. Sarebbe quindi necessario poter disporre di dettagliate ricostruzioni paleoclimatich
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
DELLE ROSE, Marco
Autori di Ateneo:
DELLE ROSE MARCO
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/171323
Pubblicato in:
UMANESIMO DELLA PIETRA
Journal
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