Data di Pubblicazione:
2009
Abstract:
L'altura di Piano di Comunità, in posizione dominante e strategica, è stata considerata come l'acropoli della Veio etrusca in contrapposizione con la cittadella di Piazza d'Armi.
A circa un secolo di distanza dalla presa della città da parte di Roma, l'altura ha subito consistenti interventi di sistemazione e bonifica, a partire dalla chiusura intenzionale delle cavità, con operazioni di sopraelevazione e di terrazzamento artificiale. Tali interventi sono collegabili all'evidenza di un complesso edilizio, databile ad età medio-repubblicana, che è stato solo parzialmente intercettato nel sottosuolo dell'estesa domus che occupa l'intero pianoro sommitale. La domus ad atrio, impiantata nel II sec. a.C. ed oggetto di diversi interventi di trasformazione edilizia nel corso dell'età imperiale, è preceduta da un portico e da una monumentale cisterna a pianta circolare, confrontabile con la cisterna dell'acropoli di Segni.
La presenza di una immensa stipe votiva tardo-repubblicana, indagata dal Lanciani sulle pendici di Comunità a circa 150 metri di distanza dalla domus, in mancanza di resti di edifici templari nelle immediate vicinanze, induce ad interrogarsi sulla funzione originaria del complesso, utilizzato come residenza fino al definitivo abbandono nel corso del IV sec. d.C.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
domus; atrio; Veio; romanizzazione
Elenco autori:
Ambrosini, Laura
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Titolo del libro:
Etruskisch-italische und römisch-republikanische Häuser, Akten Kolloquium Internationale