Data di Pubblicazione:
2000
Abstract:
La salvaguardia delle risorse idriche sotterranee dalla contaminazione dovuta a rilasci, sul suolo o in falda, di reflui civili e industriali e di sostanze usate in agro-zootecnia, è motivo di impegno per gli studiosi di problematiche legate alla gestione di tali risorse. A tal proposito, si sono prodotti numerosi atti normativi, miranti a tutelare le falde, che ne sanciscono l'importanza come fonte di approvvigionamento, ne evidenziano la vulnerabilità ai carichi inquinanti e ne definiscono le caratteristiche di qualità per gli usi civili ed in particolare per l'approvvigionamento potabile (DPR 236/88, L. 36/94). E' di rilevante interesse, quindi, soprattutto per le autorità preposte alla
pianificazione territoriale, disporre di strumenti schematici che caratterizzino le acque sotterranee in termini di qualità e quantità. In questo lavoro viene applicata una classificazione, che si basa su una nota metodologia definita dal GNDCI, per la rappresentazione della qualità delle acque sotterranee. Quest'ultima è basata sulla elaborazione dei valori delle concentrazioni di alcuni tra i più diffusi inquinanti e parametri chimico-fisici
rappresentativi delle condizioni idrochimiche naturali e di eventuali alterazioni del sistema acquifero indotte dall'uomo. La differenza sostanziale tra la metodologia usata in questo lavoro e quella del GNDCI sta nell'accorpamento di alcune delle nove classi finali di qualità, riducendole a cinque, con conseguente semplificazione delle mappe risultanti. La metodologia di classificazione semplificata è stata già applicata alla falda della pianura lucchese. Le applicazioni eseguite fino ad oggi, però, hanno, in genere, considerato dati di singole campagne di monitoraggio, limitandosi alla rappresentazione statica dello stato qualitativo della falda.
Le carte prodotte in questo modo, sebbene rappresentative della qualità, non contengono alcuna informazione sulla sua evoluzione. Per valutare la possibilità di migliorare la rappresentazione dello stato qualitativo della falda, considerando la sua dinamica temporale, la metodologia è stata applicata a dati delle campagne di monitoraggio, primaverile ed autunnale, eseguite dal 1990 al 1996 nella falda della pianura modenese.
Il risultato è rappresentato da tabelle di proposte di classificazione spaziotemporale che incrociano, in modo diverso, un indice caratteristico della qualità "attuale" della falda idrica con in indice rappresentativo della
evoluzione temporale della stessa qualità.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
Passarella, Giuseppe; Caputo, MARIA CLEMENTINA
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