Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
Nel saggio si sostiene che le Regioni, nel nostro ordinamento costituzionale, non sono delle mere circoscrizioni amministrative ma la tangibile espressione dell'identità collettiva, riconosciuta (art. 2 e 5 Cost.) e tutelata (art. 132 Cost.), delle comunità che abitano i rispettivi territori. Ci si interroga, conseguentemente, sui motivi per i quali le regioni-istituzioni abbiano dimostrato così scarsa attenzione alle caratteristiche storico-culturali che connotano le rispettive comunità di riferimento. Si argomenta, dunque, che l'identità culturale delle regioni non è né debole né artificiale e che non esiste un'unica e indifferenziata identità nazionale. Appare debole, piuttosto, l'interesse della politica nei confronti della loro identità storico-culturale. La riforma regionale, a partire dal 1968, ha avuto, infatti, motivazioni essenzialmente politiche e ha consentito al sistema dei partiti nazionali, che già gestiva il potere negli apparati centrali di governo, di diffondere questo potere in periferia o mediante l'assunzione diretta da parte di personale politico di funzioni precedentemente svolte da amministratori pubblici di carriera (i prefetti in primo luogo) o mediante il rafforzamento del monopolio dei partiti sul reclutamento della classe dirigente. La cultura politica che ha creato questo nuovo ceto di politici e amministratori regionali non è stata fin qui una cultura autenticamente autonomista e ha utilizzato le regioni come meri terminali periferici di spesa, scarsamente responsabilizzati sul piano politico e amministrativo, nonché per la sistemazione e la carriera del personale politico.
Tipologia CRIS:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
regionalismo - federalismo - identita culturale - autonomia politica
Elenco autori:
Ferrara, Antonio
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Titolo del libro:
1971-2011: il regionalismo originario e il federalismo di oggi nella riforma dello Stato. Quale sintesi?