Publication Date:
2017
abstract:
Nei secoli passati, in un contesto agricolo prevalentemente di sussistenza, anche la paglia, scarto della coltivazione dei cereali, era una risorsa preziosa. La frazione meno pregiata, non adatta all'alimentazione del bestiame, divenne combustibile per i forni da pane. Questa strategia portò alla diffusione nel subappennino Dauno, Capitanata (Puglia) e zone limitrofe, di forni a paglia in alternativa a quelli a legna che era risparmiata per altri usi. I forni a paglia erano costituiti da due livelli, quello in alto riservato alla cottura e quello in basso utilizzato per la combustione della paglia. I due livelli erano messi in comunicazione da un foro centrale sul piano di cottura. A fuoco spento si procedeva ad infornare il pane tipicamente di grossa pezzatura. Il pane impastato in casa una volta alla settimana, era ottenuto prevalentemente da grano duro e aveva una lunga durevolezza come si addiceva alla vita contadina.
Iris type:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
forni; paglia; puglia; pane; cottura
List of contributors:
Lioi, Lucia; Piergiovanni, ANGELA ROSA
Published in: