Data di Pubblicazione:
1996
Abstract:
Le acque sotterranee sono state considerate a lungo una risorsa "pulita", per cui sono state usate principalmente per scopi umani. Questa risorsa si e deteriorata nel tempo creando difficolta per il suo utilizzo potabile. Per fronteggiare questi problemi, molti ricercatori hanno studiato metodi sofisticati per prevedere 10 spargimento degli inquinanti e individuare tecnologie nuove per riportare le caratteristiche di qualita degli acquiferi contaminati a livelli che ne consentano l'utilizzo potabile (ad. es. Masciopinto et al., 1990; Troisi, 1989). E' ben noto che l'inquinamento delle acque sotterranee dipende da quelIo che accade sul suolo. Una sostanza inquinante (soluto) generalmente sĂ dissalve in acqua (solvente) e percola attraverso gli strati via via piu profondi del terreno raggiungendo il corpo idrico sotterraneo.
Il mezzo filtrante assume l'importante mola di sostegno per 10 sviluppo dei meccanismi fisici, chimici e biologici che sono alla base dei fenomeni di trasporto advettivo, di diffusione e dispersione, di interazione, di degradazione e di decadimento (Bear, 1979). La determinazione dei parametri associati a questi meccanismi eun terna molto interessante per gli studiosi, in quanto dipendenti dal sisterna idrico considerato; per cui le tecniche di misura usate non possono essere sempre identiche, ma devono essere funzione del mezzo attraversato (Troisi et al., 1992). E' ben noto dalla letteratura che questi parametri sono spesso misurati attraverso metodi indiretti che, in genere, si sviluppano attraverso le seguenti fasi: scelta di un modelIo concettuale di riferimento; definizione delle equazioni rappresentative del fenomeno; misurazione diretta di alcune quantita fisiche; determinazione dei parametri in oggetto. Negli ultimi anni buona parte delle ricerche sono state dedicate alla sviluppo di modelli matematici basati sui processi fisici del trasporto in acquiferi porosi eterogenei, con particolare riguardo al trattamento della scala di variabilita della conducĂbilita idraulica e della dispersione. Comune alla maggior parte di questi studi e il concetto che la macro-dispersione eprodotta dalIa variabilita spaziale delle proprieta idrauliche (i.e. Gelhar et al., 1979; Gelhar & Axness, 1983; Molz et al., 1983; Dagan, 1984; Wheatcraft & Tyler, 1988). Altri ricercatori hanno indirizzato i loro studi alla valutazione delle eterogeneita chimiche (Bellin et al., 1993; Bosma et al., 1993). Per quanto riguarda i sistemi fratturati alcuni ricercatori, tra cui Hsieh et al. (l985a, 1985b), Marsily (1985), Shapiro (1987), Cacas et al. (1987), Neumann (1988), hanno discusso la possibilita di usare modelli continui, equivalenti a sistemi porasi, basati su schemi concettuali deterministici o stocastici che possono incorporare la doppia porasita. Modelli discreti con fratture interconnesse sono stati sviluppati e testati, tra gli altri, da Long et al. (1982), Schwartz et al. (1983), Andersonn (1984) Smith & Schwartz (1980) e Long & Billaux (1987), assumendo una crescente affidabilita. Questa relazione non ha la pretesa di essere una rassegna di tutti gli approcci correnti per descrivere il trasporto in acquiferi eterogenei, ma riporta un serie di applicazioni delle metodologie sopra accennate a prove di campo realizzate in sistemi porosi e fessurati.
Tipologia CRIS:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Elenco autori:
Passarella, Giuseppe; Vurro, Michele
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Titolo del libro:
Pollutant Transport in Porous and Fissured Media