Publication Date:
2011
abstract:
Una delle questioni più ricorrenti legate alla diffusione delle "Nuove Fonti Energetiche Rinnovabili"
(NFER), fotovoltaico in testa, riguarda la grande occupazione di suolo e la sottrazione di terra per gli altri
servizi essenziali (agricoltura, cibo, habitat). Tale vexata quaestio ha trovato non solo un'ampia risonanza
nell'opinione pubblica, in particolare a livello locale e generalmente riconducibile all'atteggiamento
"NIMBY" (Not In My BackYard) o perfino "BANANA" (Build Absolutely Nothing Anywhere Near
Anything), ma anche una risposta zelante della politica. Quest'ultima, pressata da una parte dai grandi
produttori termoelettrici (che vedono ridursi i propri margini in corrispondenza dell'aumento della
produzione fotovoltaica proprio nelle remunerative ore di picco della domanda), dall'altra dalle
organizzazione agricole (per ragioni assai meno comprensibili), ha emanato una serie di norme volte
a bloccare le installazioni fotovoltaiche su terreni a destinazione agricola. Il presente lavoro intende
rispondere, senza pretesa di esaustività, ad alcune questioni di base sull'effettiva propensione delle
installazioni solari fotovoltaiche a sottrarre più terreno agricolo rispetto ad altre forme di produzione di
energia elettrica, nonché sul relativo grado di competizione con le attività agricole.
Iris type:
01.01 Articolo in rivista
List of contributors:
Zabini, Federica; Meneguzzo, Francesco
Published in: