Studio della qualità dell'aria all'interno della Pinacoteca Ambrosiana di Milano
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
La qualità dell'aria negli edifici storici e negli ambienti museali è oggetto di crescente
preoccupazione da parte sia della comunità scientifica che degli addetti al restauro e alla
manutenzione delle opere stesse. Molte fonti di inquinanti, sia in fase gas che in fase particellare,
sono responsabili del decadimento accelerato delle opere d'arte. Conoscere i livelli di inquinamento
indoor è quindi di fondamentale importanza per applicare le strategie di conservazione del
patrimonio culturale. In questo studio è stata monitorata la qualità dell'aria all'interno della
Pinacoteca Ambrosiana di Milano (nei due periodi ottobre-novembre 2017 e marzo 2018) nella sala
in cui si trova il cartone preparatorio della Scuola di Atene (1509-1511), uno dei più importanti
capolavori di Raffaello. Il cartone durante la campagna di misura era in fase di restauro per poi
essere esposto in una nuova teca da realizzare in base alle specifiche condizioni ambientali e
microclimatiche riscontrate nella stanza. Il particolato atmosferico (PM) è stato monitorato fino alla
frazione nano ovvero quella più pericolosa per le superfici delle opere d'arte. Le campagne di
monitoraggio sono state condotte in parallelo nella sala del cartone, che all'epoca del restauro non
era accessibile ai visitatori, e in una sala limitrofa aperta al pubblico. La strumentazione utilizzata
ha incluso un campionatore TSP (particelle sospese totali), un analizzatore ottico Dust Monit
(Contec) che ha permesso di misurare la concentrazione di PM10, 2.5 e PM1 fornendo anche 7
classi granulometriche (fino a 300 nm), uno strumento NanoScan (SMPS Nanoparticle Sizer 3910,
TSI) che ha permesso di misurare la concentrazione di particelle fino a 10 nm e due strumenti per la
determinazione del black carbon in continuo ovvero un micro etalometro e uno strumento SILIIS
(spettroscopia di incandescenza indotta da laser) che consente di rilevare nanoparticelle di black
carbon fino a qualche nanometro con un detection limit di 200 ng/m3. I filtri in fibra di quarzo
raccolti mediante il campionatore TSP sono stati caratterizzati mediante IC (cromatografia ionica),
TOT (trasmittanza termo ottica) e SEM-EDX (microscopia elettronica con analisi a dispersione di
energia). Col presente studio si è dimostrato che in entrambe le stagioni la penetrazione di PM
dall'esterno risulta essere la principale sorgente di particelle. Inoltre durante l'autunno i limiti
massimi di concentrazione suggeriti per il PM10 sono spesso superati. Il fatto che le particelle più
fini (0,3-0,5 micron) siano di gran lunga le più abbondanti deve destare preoccupazione poiché sono
quelle maggiormente capaci di interagire con la porosità delle superfici delle opere d'arte inclusa la
carta avente una porosità molto elevata. In particolare, il black carbon, responsabile
dell'annerimento delle superfici stesse, è risultato essere maggiormente concentrato nella frazione
più fine.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
inquinamento atmosferco; sorgenti indoor; inquinamento atmosferico
Elenco autori:
Fermo, Paola; DE IULIIS, Silvana; Migliorini, Francesca; Gilardoni, Stefania
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