Neurofarmacologia nel trattamento della Malattia di Parkinson e nuovi approcci farmacologici
Academic Article
Publication Date:
2019
abstract:
La Malattia di Parkinson (MP) è la più diffusa patologia
caratterizzata da disturbi motori e la seconda più comune
malattia neurodegenerativa dopo l'Alzheimer. La sua
prevalenza aumenta progressivamente con l'età colpendo
circa l'1% della popolazione con età superiore ai 60
anni e con maggiore incidenza nei maschi rispetto alle
femmine (Ascherio e Schwarzschild, Lancet Neurol 2016).
I sintomi cardinali della MP: bradicinesia, ipo/acinesia,
rigidità muscolare, tremore a riposo, sono caratterizzati
da insorgenza asimmetrica e spesso accompagnati da
instabilità posturale, disturbi nella parola e nella scrittura,
postura flessa in avanti, andatura a piccoli passi e
freezing. Tali sintomi sono conseguenza della neurodegenerazione
progressiva dei neuroni dopaminergici (DAergici)
della Sostanza Nera pars compacta che fa parte del
circuito motorio dei nuclei della base. È interessante evidenziare
che i sintomi della malattia si manifestano solo
quando questa degenerazione eccede l'80%. Studi più
recenti hanno messo in luce che altri neurotrasmettitori
quali acetilcolina, noradrenalina, serotonina, glutammato
e adenosina, sono implicati nella patogenesi della MP.
Negli anni la terapia dei pazienti parkinsoniani è migliorata
con l'introduzione di farmaci sintomatici da utilizzare
sia nelle prime fasi della malattia che negli stadi
avanzati ma a tutt'oggi non risulta ancora soddisfacente
e non previene o rallenta la progressione della malattia.
Iris type:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Malattia di Parkinson; farmaci antiparkinson
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