Data di Pubblicazione:
2011
Abstract:
Nell'ultimo decennio la figura e l'opera di Eugenio Garin (1909-2004) sono state oggetto
di indagini di rilievo, anche grazie alla ricorrenza del centenario della nascita. Al di
là dei vari aspetti specifici, è comunque opportuno sottolineare, anche sulla base delle
testimonianze autobiografiche, l'unità complessiva della sua attività di studioso, che trae
origine dalle esperienze "appassionate" maturate sotto il fascismo: la "scuola universitaria"
fiorentina, educatrice di libertà e depositaria di una solida tradizione di studi critici e
filologici, l'incontro con i professori Ludovico Limentani, Francesco De Sarlo e Giorgio
Pasquali, il rapporto di amore-odio con Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Lo studio
di Giovanni Pico della Mirandola segna l'inizio della originale riflessione storiografica di
Garin, alla convergenza di filosofia e filologia, fondata su una straordinaria capacità di far
parlare i testi, che lo ha reso uno dei maggiori conoscitori e interpreti del Rinascimento
italiano. L'auspicata pubblicazione del suo ricco epistolario (oltre 27.000 lettere di uomini
di cultura italiani e stranieri) consentirà di delineare sempre meglio i tratti di un intellettuale
impegnato nel suo tempo, maestro del rigore storico e convinto assertore del
primato della ragione.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Eugenio Garin; Rinascimento; Giorgio Pasquali Ludovico Limentani Francesco De Sarlo
Elenco autori:
Cardarelli, Francesco
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