Le fasce in Liguria: dal dissesto al recupero verso nuove opportunità L'etichetta geologica di prodotto (EGP)
Articolo
Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
Introduzione
In questo lavoro cercheremo di evidenziare il ruolo che i ripiani terrazzati hanno avuto e ancora hanno o potrebbero avere in Liguria, per l'attività agricola della regione. Considerati la più antica ed evidente forma di antropizzazione del territorio per ricavare dei campi coltivabili su versanti - opera che ha richiesto una riflessione tecnica ed un saper fare apparentemente semplice - questi ripiani, che in gergo sono detti fasce, hanno conosciuto alterne vicende nel corso della storia; da continue espansioni in zone incolte a ripetuti abbandoni fino ad oggi, segnando profondamente il paesaggio con varie coltivazioni, differenti tecniche colturali, uso di risorse locali, scrivendo una specifica storia e particolare cultura dei luoghi. Racconteremo in queste pagine, la loro storia molto in generale e per quanto possibile, inserendole nel più ampio contesto delle comunità locali che le hanno costruite e ricostruite nei secoli, su conoscenze tecniche empiriche.
In questi ultimi anni, la molteplicità degli studi di carattere interdisciplinare sulle aree terrazzate e, in particolare, considerando il lavoro assiduo di chi ci vive e le presiede con buone pratiche, sono stati motivati dalla convinzione che questi spazi rurali rappresentino un modello esemplare per un'agricoltura multifunzionale e una gestione integrata e sostenibile del territorio.
Dopo numerosi studi a carattere multidisciplinare sulle fasce - considerati anche i frequenti dissesti idrogeologici innescati a causa del loro abbandono - oggi è rivolta una particolare attenzione verso questa grandiosa opera collettiva, per una ripresa economica e sociale del paesaggio terrazzato. E l'impulso è dovuto al forte impegno dell'ITLA e al recente riconoscimento UNESCO dell'arte della costruzione dei muri in pietra a secco, conoscenze e tecniche nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità, categoria immateriale. Considerati spazi rurali dove la biodiversità ha potuto in qualche modo conservarsi ed è ancora possibile attivare una agricoltura più sana sotto molti punti di vista, si è pensato di proporre in questo articolo, oltre ad un efficace e concreto recupero tecnico/materiale dei terrazzamenti, anche una valorizzazione ulteriore dei prodotti coltivati in questi terroir/spazi rurali con l'applicazione, su base volontaria, dell'etichetta geologica di prodotto (EGP) in grado di evidenziare, come avremo modo di spiegare, lo stretto legame del prodotto con il territorio e l'ambiente, rendendolo certo ed unico.
In questo lavoro cercheremo di evidenziare il ruolo che i ripiani terrazzati hanno avuto e ancora hanno o potrebbero avere in Liguria, per l'attività agricola della regione. Considerati la più antica ed evidente forma di antropizzazione del territorio per ricavare dei campi coltivabili su versanti - opera che ha richiesto una riflessione tecnica ed un saper fare apparentemente semplice - questi ripiani, che in gergo sono detti fasce, hanno conosciuto alterne vicende nel corso della storia; da continue espansioni in zone incolte a ripetuti abbandoni fino ad oggi, segnando profondamente il paesaggio con varie coltivazioni, differenti tecniche colturali, uso di risorse locali, scrivendo una specifica storia e particolare cultura dei luoghi. Racconteremo in queste pagine, la loro storia molto in generale e per quanto possibile, inserendole nel più ampio contesto delle comunità locali che le hanno costruite e ricostruite nei secoli, su conoscenze tecniche empiriche.
In questi ultimi anni, la molteplicità degli studi di carattere interdisciplinare sulle aree terrazzate e, in particolare, considerando il lavoro assiduo di chi ci vive e le presiede con buone pratiche, sono stati motivati dalla convinzione che questi spazi rurali rappresentino un modello esemplare per un'agricoltura multifunzionale e una gestione integrata e sostenibile del territorio.
Dopo numerosi studi a carattere multidisciplinare sulle fasce - considerati anche i frequenti dissesti idrogeologici innescati a causa del loro abbandono - oggi è rivolta una particolare attenzione verso questa grandiosa opera collettiva, per una ripresa economica e sociale del paesaggio terrazzato. E l'impulso è dovuto al forte impegno dell'ITLA e al recente riconoscimento UNESCO dell'arte della costruzione dei muri in pietra a secco, conoscenze e tecniche nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità, categoria immateriale. Considerati spazi rurali dove la biodiversità ha potuto in qualche modo conservarsi ed è ancora possibile attivare una agricoltura più sana sotto molti punti di vista, si è pensato di proporre in questo articolo, oltre ad un efficace e concreto recupero tecnico/materiale dei terrazzamenti, anche una valorizzazione ulteriore dei prodotti coltivati in questi terroir/spazi rurali con l'applicazione, su base volontaria, dell'etichetta geologica di prodotto (EGP) in grado di evidenziare, come avremo modo di spiegare, lo stretto legame del prodotto con il territorio e l'ambiente, rendendolo certo ed unico.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
landscape terraces; material culture; agriculture history; geological label product; geomorfology
Elenco autori:
Ghiglione, Giovanni
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Pubblicato in: